dal libro "ROMA ARCHEOLOGICA" II ed., ADN Kronos libri - Roma 2005

VIADOTTO DI ACILIA E NECROPOLI

Un'imponente opera di sistemazione relativa alla via Ostiense è stata di recente messa in luce tra l'XI e il XII miglio della strada antica, in corrispondenza di Acilia, nel corso di lavori ANAS per la realizzazione di un sottopasso. Si tratta di un viadotto realizzato mediante la costruzione di due fiancate laterali in opera quadrata di tufo disposta su tre o quattro filari, a seconda della maggiore o minore pendenza del terreno, che corrono parallele alla distanza di m 5 circa, con riempimento interno costituito da sabbia e scaglie di tufo nella parte inferiore e da sabbia e ghiaia in quella superiore. Verso l'interno della costruzione è stata osservata la presenza di contrafforti posti a una distanza media di m 12 l'uno dall'altro e atti a contenere gli strati di riempimento al di sotto del basolato stradale. Lungo il viadotto sono stati anche scavati due condotti (con fronte ad arco a tutto sesto costituito da cinque conci di tufo), realizzati per lo smaltimento delle acque provenienti dai vicini Monti di S. Paolo di Acilia. Per il viadotto di Acilia è stata proposta la medesima datazione del Ponte Ladrone, ovvero il periodo compreso tra la fine del III e gli inizi del II secolo a.C. Il viadotto ricostruito è visibile ora lungo la via del Mare, al di sopra del sottopasso di Acilia.

Lungo i due lati della strada antica sono stati messi in luce, nel corso dei medesimi lavori, numerosi sepolcri consistenti sia in monumenti singoli sia in recinti collettivi di grandi dimensioni. La necropoli era situata a una quota più bassa di circa m 1,5 rispetto alla via ed ebbe continuità d'uso a partire dall'età tardo-repubblicana o augustea fino all'età traianea.

Gabriella Greco