dal libro "ROMA ARCHEOLOGICA" II ed., ADN Kronos libri - Roma 2005

BASILICA E CIMITERO DI S. ALESSANDRO

Il complesso venne alla luce durante gli scavi del 1854 condotti nella tenuta del Coazzo, dove, un'iscrizione rinvenuta all'interno di un edificio sotterraneo, portò all'identificazione dell'antico oratorio di S. Alessandro martire.

Il 16 aprile del 1857 il pontefice Pio IX pose la prima pietra per la costruzione di una chiesa che sarebbe sorta sull'antico oratorio ma il progetto, dell'architetto G. Buldrini, non fu portato a compimento; per salvaguardare il monumento venne eretta una tettoia su pilastri. L'attuale sistemazione, opera dell'ing. Clemente Busiri Vici, è del 1936.

La basilica, eretta nel II secolo d. C. per commemorare il martirio di Evenzio, Teodulo e Alessandro, assunse la struttura definitiva in due ambienti basilicali contrapposti, nel IV secolo per opera di Urso, vescovo dei vicini centri di Ficulea e di Nomentum con i quali la basilica appare sempre in stretta relazione. Vi si accede mediante una scala in travertino posta sul lato lungo dell'edificio: originariamente più stretta fu poi ampliata, forse per favorire l'afflusso dei pellegrini; nel punto in cui è più larga, sulla destra, alcuni gradini conducono in un ambiente da cui le donne potevano assistere alle funzioni religiose.

All'interno sono due sale diametralmente opposte: a destra è ancora visibile l'altare che circonda e protegge il sepolcro dei due santi Alessandro ed Evenzio il cui orientamento, palesemente obliquo rispetto all'asse dell'edificio, testimonia la forte tradizione religiosa che nella costruzione di età costantiniana, non permise di spostare il sepolcro.

L'altare, rivestito di marmi, presenta il lato rivolto verso il corpo della basilica finemente lavorato con un motivo di archi sovrapposti; al centro una finestrella rettangolare permette di vedere il sottostante sepolcro, bisomo, rivestito da lastre di marmo ancora intatte.

Sul bordo della transenna marmorea è riportata l'iscrizione Sanctis martiribus Eventio et Alexandro...dedicante episcopo Urso.

Sopra l'altare viene ricordata una lastra di porfido con probabile allusione al sangue versato dai martiri. Quattro colonnette poste agli angoli della mensa sostenevano un ciborio: su due basi è ancora possibile leggere il testo, in una si ricorda Giunia Sabina una tra i tanti fedeli che elargivano doni preziosi per l'oratorio.

Sopra un lieve piano rialzato di fronte all'altare si ergeva la schola cantorum, mentre sul fondo dell'abside rettilineo, dentro una nicchia, si può riconoscere la cattedra episcopale marmorea formata da una lastra di travertino poggiata su due rozzi trapezofori.

All'altezza del coro, sulla sinistra, due colonne preparano l'ingresso verso un cubicolo in muratura divenuto, dopo la deposizione del martire, cappella di S. Teodulo. L'ambiente può essere raggiunto anche dall'esterno attraverso una porta collocata sul fondo. Le pareti furono in parte rivestite di marmo e in parte dipinte, mentre sul pavimento si rintracciano resti di un mosaico policromo. Nel cubicolo fu rinvenuto un sarcofago striato del II o III secolo con, al centro, un ritratto muliebre che fu collegato a Severina, colei che si adoperò per seppellire i corpi dei martiri.

La grande aula basilicale contrapposta all'oratorio presenta sulla soglia due colonne corinzie; in fondo l'abside semicircolare volge la parte convessa su via Nomentana. Al centro della curva una nicchia rettangolare dovette, con molta probabilità, contenere una cattedra episcopale: questa ha permesso di identificare l'aula, in relazione con il monumento sotterraneo parallelo poco distante nel quale si vorrebbe riconoscere un antico battistero, con il consignatorio, ossia il luogo in cui il vescovo, nella costruzione di età costantiniana, amministrava il Sacro Crisma ai battezzati neofiti.

Il cimitero si sviluppa su un solo piano con una rete di gallerie comunicanti. Si possono individuare due nuclei ben distinti, anche se contemporanei, aventi ingressi differenti rispetto all'edificio basilicale.

Di fronte alla scala principale è collocato l'unico ingresso che permette di accedere al piccolo cimitero composto da due gallerie perpendicolari tra loro con cinque ordini di loculi su entrambe le pareti. Altri due ingressi conducono al cimitero più grande che si sviluppa sul lato meridionale della basilica. Vi si può accedere superando l'altare sul lato sinistro, dove una piccola scalinata conduce in un cubicolo in cui si affacciano le prime tre gallerie; oppure, tornando indietro, sul lato destro della basilica, in corrispondenza dell'ambiente riservato alle donne, si può visitare un'altra serie di gallerie collegate alle prime tre mediante un lungo corridoio sotterraneo.

Carmelo Calci