dal libro "ROMA ARCHEOLOGICA" II ed., ADN Kronos libri - Roma 2005

LA VIA CASSIA

Della via Cassia scarse e piuttosto vaghe sono le indicazioni delle fonti letterarie (Cicerone, Festo), che ne rendono problematica sia la data di costruzione che l'esatto riconoscimento del percorso; essa comunque seguiva almeno in parte tracciati molto antichi connessi con la viabilità preesistente tra la città etrusca di Veio e la riva destra del Tevere (e quindi Roma), ed era certamente adeguata alle nuove esigenze di penetrazione diretta nel cuore dell'Etruria.

Festo ricorda soltanto Cassia via a Cassio strata, per cui varie sono le possibilità sull'identificazione del costruttore;comunque, per una serie di considerazioni, si tende a individuarlo in C. Cassius Longinus Ravilla censore nel 125 a.C. .

T. Ashby riteneva possibile che il tracciato più antico potesse uscire a Ponte Sublicio e, costeggiando la riva destra del Tevere, abbandonare la valle del fiume nello stesso punto in cui la lascerà dopo la costruzione di Ponte Milvio. Secondo il Lanciani il percorso più antico dalle mura al Tevere, con quello che sarà poi ricalcato dalla via Flaminia, e dopo Ponte Milvio, con quello che in seguito fu della via Clodia e della via Cassia, corrisponderebbe al tracciato principale della via Veientana, nome che resterà alla via antica soltanto al tratto che si staccava dal VI miglio.

Con la costruzione della Flaminia, sia la Clodia sia la Cassia lasciavano Roma unite a Ponte Milvio, avendo il tratto fino alla Storta in comune: qui, presso il km 17,200, la Clodia divergeva verso il lago di Bracciano collegando i territori dell'Etruria occidentale e, passando per Blera, Tuscania, Castro, Saturnia, Rosellae, Vetulonia,confluiva poi sull'Aurelia. La Cassia, invece attraversando da sud a nord tutta l'Etruria, raggiungeva le città di Sutri, Bolsena, Chiusi, Arezzo e Firenze, ma veniva considerato via Cassia anche il prolungamento fino a Lucca e Luni.

Da Ponte Milvio al Fosso dell'Acquatraversa, lungo il tracciato della via Cassia antica coincidente con quello moderno, in un'area particolarmente urbanizzata, rimangono visibili, al n 110, soltanto i resti di un sepolcro in laterizio sul quale si è impostato il casale ottocentesco di Vigna Pozzi. Il sepolcro, a pianta rettangolare (m 5,70 x 6,10), con pareti esterne scandite da lesene, rientra nella categoria dei sepolcri cosiddetti a "tempietto" ed è stato datato, per il paramento laterizio esclusivamente in mattoni rossi, alla prima metà del II secolo d.C.

Un diverticolo, appena superato il Fosso dell'Acquatraversa, si staccava dalla Cassia e raggiungeva la Villa di Lucio Vero, ricordata dalle fonti al V miglio. Il passaggio della Cassia antica in questa zona era già da tempo attestato da tratti lastricati fiancheggiati da sepolcri ed edifici: nel 1987, durante i lavori per la costruzione di alcune palazzine per la Marina Militare si è riconosciuto il tracciato antico e scoperta una vasta area sepolcrale. Questa è costituita da un recinto in opera mista (fine I-inizi II sec. d.C.), scavato in parte, sul quale, nella parete orientale, si aprivano nicchie per urne cinerarie. Racchiudeva il basamento quadrato (m 2,96 di lato) in blocchi di travertino di un sepolcro (metà I sec. d.C.) e altri due monumenti funerari affiancati di cui uno a pianta quadrata in laterizi bicromi (II sec. d.C.), al quale si addossa un basamento in blocchetti di tufo irregolari poggiante su una risega di laterizi di recupero.

La via costeggiava quindi la valle sul lato sinistro del Fosso dell'Acquatraversa, risalendo sulla dorsale collinare e mantenendosi a sinistra della strada moderna con un percorso indicato dall'allineamento del sepolcro nel giardino dell'Istituto Saint Francis International School al km 9,500, dalla tomba di Publio Vibio Mariano e da una villa e una tomba situate all'interno dell'Overseas School. In prossimità del VI miglio, dove gli itinerari pongono la statio ad Sextum, si staccava la via Veientana che, con un percorso fino all'attuale via della Giustiniana, reso difficile da notevoli dislivelli e dall'attraversamento del Fosso del Fontaniletto, con un tracciato più agevole di crinale, raggiungeva Veio. Alcuni tratti della via Veientana sono stati precisati in corrispondenza della cd. Tomba dei Veienti, sulla sinistra del Fosso dove si trovano i resti di un mausoleo; dopo la risalita verso il casale di Ospedaletto Annunziata si manteneva sul lato ovest della collinetta immediatamente a nord del casale fino a collegarsi al tratto visibile entro una villa privata al settimo chilometro di via della Giustiniana, dove una diramazione consentiva di raggiungere anche la via Flaminia.

Il tracciato della via Cassia antica dal km 10 proseguiva ancora verso nord-ovest ed è ricalcato dal percorso attuale fino alla Storta (ad Nonas). Al km 10,550, un edificio funerario in opera quadrata di tufo e travertino è stato identificato sulla sinistra dell'antico tracciato, mentre in corrispondenza dell'incrocio con via di Grottarossa, dove era l'edificio funerario in cui fu recuperata la famosa Mummia, si staccava una via privata lastricata, visibile in via di Casale Ghella, insieme a un sepolcro in laterizio di pertinenza della vicina villa di proprietà, forse, della gens Volusia.

Tra il km 11 e il km 11,300 durante i lavori per un parcheggio a raso, sul lato sinistro della via moderna, sono stati individuati settori del muro occidentale di contenimento in opera quadrata di tufo della via antica e un sepolcreto costituito da tombe alla cappuccina e da resti di edifici funerari tra cui un colombario in laterizio. Un diverticolo raggiungeva una villa rustica tardo repubblicana, i cui resti sono stati scoperti in via Bracciano 73, dove, a breve distanza, sulla dorsale collinare, è stata scavata una piccola necropoli di tombe a camera del VII secolo a.C. Il passaggio della via antica è segnato al km 11,450 da un sepolcro; poco oltre al km 11,500, sul lato occidentale della via moderna sono visibili i resti di una villa tardo-imperiale (III-IV sec. d.C.) con impianto termale, di cui si conservano pavimenti in mosaico a motivi geometrici e uno con soggetto marino. Resti di una villa rustica sono stati individuati, a ca. m 100 dalla Cassia, in via Barbarano Romano. Dal km 12 al km 13, altri sepolcri sono visibili ai lati della strada consolare, che, poco oltre il km 13,500, in corrispondenza del limite comunale, incrocia la via Trionfale fiancheggiata dall'Acquedotto Traiano.

Carmelo Calci